Si opera l'estrazione sul frutto intero o sulla buccia.

Operare sul frutto intero si dice “pelatura” (rigare o scanalare la buccia) - per striatura superficiale (non danneggia i tessuti) - per abrasione (esportazione) dello strato superficiale (dove effettivamente sono collocati gli otricoli con l'essenza).

Per questi due metodi in Italia vengono usate macchine dette Pelatrici. Il metodo più usato é per abrasione, il prodotto dell' abrasione é detto raspatura. L'acqua é il veicolo di trasporto dell'essenza e della raspatura. La separazione avviene con centrifughe o decantazione. Il metodo dell'estrazione dalla buccia delle arance dell'essenza dopo aver estratto il succo si dice 'sfumatura'.

La sfumatura viene fatta con pressione sulla buccia . La pressione meccanica fa spruzzare l'essenza. Il processo manuale di una volta fa pressione della buccia su una spugna faceva cadere l'essenza nei recipienti d'argilla.I frutti verdi danno maggior essenza e migliore qualità. La resa media é di 600 gr. per quintale di frutto. L'estrazione con questi metodi e detta a freddo. I componenti dell'olio essenziale si dividono in tre gruppi: -composti ossigenati (danno il caratteristico profumo di essenza) -terpeni -se quiterpeni L'olio essenziale é preziosissimo per le eccellenti proprietà fitoterapeutiche e aromatizzante nell'industria dolciaria, farmaceutica ed alimentare. L'olio essenziale si può estrarre anche dalle foglie e rami giovani in corrente di vapore (metodo a caldo). Il processo si chiama petit-grain. La qualità, naturalmente, dell'essenza scema. Quando ci sono i frutti maturi sulle piante sembrano tante piccole sfere di fuoco che contrastano in modo molto visibile con il verde delle foglie. Noi deduciamo che il calore e la luce del sole si sono materializzati nelle arance. Infatti l'olio essenziale ha un potere calorico elevato ed,é altamente infiammabile. E' sufficiente una pressione con le dita sulla buccia per sprigionare questa potenza solare.Da noi l'olio essenziale viene chiamato comunemente spirito d'arancia proprio perché quella parte del sole materializzata con la pressione sulla buccia viene liberata nell'aria nella forma libera gassosa. Per questo motivo dà un alto potere disinfettante. Il calore ha potere sterilizzante dei microrganismi. Si utilizza anche per uso interno in dose omeopatica da 2 a 4 gocce di essenza diluite in un cucchiaino di miele (si adatta meglio con miele di fiore d'arancio. ne rinforza l'efficacia)e far sciogliere in un bicchiere d'acqua tiepida o in una tazza di té, per problemi di insonnia o nervosismo, palpitazioni e spasmi cardiaci. Si consiglia in ogni caso di consultare un medico omeopata. Per uso esterno: allevia i dolori muscolari e combatte reumatismi e artrosi, massaggiando la parte interessata con l'olio essenziale miscelato ad olio di oliva. Si producono degli ottimi profumi o dopo barba anche in casa, abbinandoli con olio di mandorla ed eventualmente a piacimento con essenze dì altre piante. Nella vasca da bagno d'inverno ca. lo gocce di olio essenziale aumenta il calore del corpo infreddolito. Si può profumare la casa con le lampade apposite, concilia il sonno e calma il nervosismo. In cucina: c'é da sbizzarrirsi: ma é importante usare sempre dosi omeopatiche: nelle torte, nei cocktail, nel te, nelle tisane nei gelati.